Progetto Alcol

Progetto terapeutico rivolto a pazienti alcolisti e/o poliassuntori

compiti

 

La nostra Comunità Terapeutica si è sempre occupata, oltre che del problema della tossicodipendenza, di quello dell’alcoldipendenza. Si intende, attraverso il presente progetto, formalizzare le linee guida intorno alle quali ci muoviamo da anni, che abbiamo messo a punto nel tempo e che ci orientano nell’agire quotidiano.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che droga è ogni sostanza che:

  • Ha potere psicoattivo, cioè altera il funzionamento del sistema nervoso centrale;

  • Da dipendenza psichica, cioè bisogno di assumere la sostanza;

  • Da dipendenza fisica, cioè la sua mancanza provoca disturbi fisici e psichici (sindrome di astinenza);

  • Da assuefazione, cioè per ottenere lo stesso effetto, bisogna aumentare la dose;

  • Implica pericolosità individuale, sociale e familiare;

Quindi, l’alcool è una droga a tutti gli effetti.

Il consumo di alcool è uno dei principali fattori di rischio per la salute e la terza causa di mortalità prematura nell’ Unione Europea, ed è ormai appurato che il suo consumo non solo produce danni al bevitore, ma anche al suo contesto sociale includendo i familiari ed in generale le vittime degli atti di violenza e degli incidenti riconducibili all’abuso di alcol.

Metodologia

Molti studi sono stati fatti nel tentativo di delineare la personalità alcolica o pre-alcolica.

Alcuni di questi si riferiscono allo studio di sintomi psicopatologici legati all’alcoldipendenza, ai tratti di personalità, alle sindromi psichiatriche anche precedenti al manifestarsi dei problemi alcolcorrelati.

Negli interventi da noi messi a punto l’attenzione si è focalizza principalmente su tre aspetti:

  • Debolezza dell’Io: che include scarsa tolleranza delle frustrazioni, impulsività, concetto negativo di sé, difficoltà di stabilire relazioni umane soddisfacenti, problemi dell’ identità sessuale;

  • Depressione: che accompagna il 90% degli alcolisti anche se, per la maggior parte, i sintomi depressivi sembrano essere la conseguenza e non la causa dell’alcolismo;

  • Sociopatia: presenza di comportamenti antisociali.

Il metodo di lavoro proposto ai pazienti con problemi di alcolismo si basa sulla strutturazione di un percorso, attivo tutto l’anno, che prevede alcune fasi gestite da operatori interni, in parallelo ad altre gestite e realizzate da Servitori Insegnanti del ACAT.

Al progetto alcool accedono contemporaneamente utenti della CT e della PA.

Obiettivi

Gli obiettivi del percorso sono i seguenti:

  • Ammissione e accettazione del problema di dipendenza alcolica;

  • Comprensione ed analisi del problema;

  • Identificazione di situazioni che possono aver favorito l’abuso di alcool;

  • Sperimentazione di modalità che aiutino il recupero psicofisico.

Azioni

Il progetto prevede l’attivazione contemporanea all’interno della Comunità, sia di azioni gestite direttamente dagli operatori, che da Servitori Insegnanti ACAT.

La relazione con i Club ACAT, pertanto, viene iniziata all’interno della Comunità e continua nei centri ACAT esterni, in momenti di maggiore autonomia dell’utente.

Data la capillarità di distribuzione dei Club ACAT sul territorio, si tratta di proporre una modalità di assunzione del problema che potrà essere proseguita anche sul territorio di provenienza di ciascuno.

 Le azioni che accompagnano il progetto sono, pertanto, le seguenti:

  • Presa in carico iniziale, necessaria per poter definire un progetto terapeutico
  • Accogliere persone alcoliste in momenti di difficoltà, offrendo la possibilità di affrontare la problematica;

  • Accompagnare i soggetti a prendersi cura di sé sotto l’aspetto igienico/sanitario, ma anche nella definizione di un progetto di cura;

  • Raggiungimento della consapevolezza del problema del policonsumo;

  • Attivare momenti di confronto e riflessione;
  • Osservazione ed accompagnamento quotidiano;

  • Momenti di confronto di gruppo;

  • Frequentazione dei gruppi ACAT, prima all’interno della Comunità e successivamente sul territorio.

Strumenti

  • Riunioni settimanali; supportate da materiale audiovisivo e gestite da educatori specificatamente formati;

  • Visione di filmati a tema, sui quali realizzare un successivo confronto (i film presi in considerazione sono suggeriti e utilizzati in ambienti sanitari in situazione di disintossicazione da alcool);

  • Corso ACAT, con volontari Servitori-Insegnanti, rivolto a tutti gli utenti della Comunità;

  • Corso di formazione per l’avvio al ruolo di Servitore Insegnante.

Tempi

 Il modulo completo durerà circa 6 mesi, così suddivisi:

  • Prima fase di Accoglienza, realizzata in Comunità, con gli strumenti sopra descritti, che ha come obiettivo la riflessione e la presa di coscienza del problema. Durante questo periodo verrà elaborata la propria storia di dipendenza da alcool, che verrà condivisa in gruppo.

  • Seconda fase di Definizione del problema, realizzata in Comunità , che include il Corso ACAT in Comunità di “I° Modulo”, tenuto da un Servitore Insegnante, della durata di 6/8 serate.

  • Terza fase di Stabilizzazione. Oltre alla ripresa delle riunioni interne, in questa fase è previsto l’inserimento nei gruppi ACAT territoriali, dove i pazienti andranno in coppia o in trio, in modo che ogni piccolo gruppo possa fungere da sostegno “famigliare” e auto-aiuto, come viene richiesto per le famiglie. Inoltre è prevista la partecipazione a serate a tema, organizzate dai ACAT, o serate di interclub, oltre a varie attività culturali e ricreative proposte (weekend di sensibilizzazione, gite, corsi, ecc.).

Su specifica richiesta dei Ser.D. invianti o dei ACAT, durante il periodo di inserimento, verrà introdotta una terapia farmacologica antagonista per la durata del programma terapeutico.